Luisa Sargentini Spagnoli

Anche il creare è un dar forma al proprio destino. (Albert Camus)

Luisa ha sempre lavorato molto 

Sposatasi poco più che ventunenne, decise di acquistare con suo marito (un suonatore di bombardino di Assisi) chiamato Annibale Spagnoli e da poco tornato dal servizio di leva, una drogheria a Perugia nella quale i vecchi proprietari avevano avviato anche una piccola produzione di confetti.

Dopo aver preso dimestichezza con le attrezzature rilevate e grazie all’aiuto di Giuseppe Battaglini un operaio che mantennero alle loro dipendenze, Luisa iniziò da subito a sperimentare e mettere in pratica le idee che le venivano durante le operazioni di lavorazione dei confetti.

Sentiamo spesso parlare di immaginare il futuro e dell’approccio mentale che si dovrebbe impiegare per farlo ma spesso ci dimentichiamo che la vita reale riguarda il presente.

Questo è quello che ha portato Luisa a concentrarsi su ciò che poteva fare nel suo presente e fidandosi delle sue intuizioni mise subito a frutto il capitale investito attraverso inventiva e creatività sviluppando velocemente abbinamenti e sapori che fecero subito decollare il business. 

Le difficoltà sono dietro l’angolo 

A sua insaputa nel 1907 il marito creò una nuova società insieme ad altri membri: Francesco Buitoniproprietario dell’omonimo pastificio, Leone Ascoli, Francesco Andreani con lei a capo del reparto produzione, tuttavia la gestione dei quattro soci ridusse la ditta al limite della bancarotta ma solo due anni dopo nel 1909 con tempra, passione e capacità al lavoro (anche grazie a Giovanni figlio di Francesco Buitoni) risollevò le sorti dell’azienda.

Quali le due intuizioni:

  • spostare la produzione sul cioccolato (a seguito di un decreto che vietò il commercio dello zucchero e dei dolciumi, considerati beni superflui in tempo di guerra), adattando le macchine della produzione di confetti a quella di cioccolato mettendo in vendita tavolette dal costo contenuto chiamate Tavolette Luisa;
  • la creazione del famoso “cazzotto”.

Dal “Cazzotto” al Bacio 

L’idea nasce dall’intenzione di impastare i resti di nocciola derivanti dalla lavorazione dei cioccolatini (per non sprecare gli scarti di lavorazione) con altro cioccolato. Il risultato? un nuovo cioccolatino con al centro una nocciola da una conformazione strana.

Il nome iniziale “Cazzotto”, è attribuito all’immagine che richiamava alla mente proprio quella strana conformazione… quella di un pugno chiuso ma ben presto Giovanni Buitoni a quel “cazzotto” attribuirà il nome di Bacio.

Pensate che Luisa si sia fermata qui? 

Il ruolo di Luisa Sargentini Spagnoli nell’imprenditoria femminile italiana non si è limitata alla Perugina.

Tra le due guerre mondiali, si cimentò anche nell’attività di allevamento di pollame e conigli d’angora per la produzione di lana per i filati. 

Dalla sua perspicacia nacque anche l’Angora Spagnoli che produceva indumenti per signore e neonati per poi divenire con il marchio Luisa Spagnoli sinonimo di creazioni alta moda. 

Questo era Luisa Sargentini, un esempio di donna che ha saputo guardare avanti e lavorare per il futuro con spirito proattivio.

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