CO-CREAZIONE

Creare è vivere due volte. (Albert Camus)

A quanti sarà capitato di acquistare un prodotto/servizio e poi dire: “se ci fosse stato un altro colore sarebbe stato meglio…”, “cambierei questa o quest’altra caratteristica…”, oppure: “non c’è un altro modello? … se fosse così lo comprerei!”

Fino a qualche anno fa questi desideri sarebbero rimasti taciuti, ma oggi i brand cercano di avvicinarsi sempre più ai clienti in maniera meno invasiva possibile, cercando modi per renderli più soddisfatti, partecipi e collaborativi.

I profondi cambiamenti sociali, economici e tecnologici, favoriti da consumatori sempre più informati, hanno consentito di ridurre le distanze tra questi ultimi e i produttori costringendo le imprese a dover ripensare il loro approccio al mercato e alla creazione di valore spostando la competenza critica dalla produzione alla relazione attraverso lo strumento della CO-CREAZIONE.

Il concetto di co-creazione non è nuovo.

Da sempre le aziende operano a stretto contatto con i propri interlocutori di business per affrontare sfide comuni e creare opportunità.

Negli ultimi anni, l’attenzione per la co-creazione è ulteriormente cresciuta poiché la netta separazione del ruolo di produttore da quello di consumatore non è più adeguata considerando questo percorso uno strumento essenziale in grado si far evolvere il proprio modello organizzativo e diventando in alcuni casi una determinate della differenziazione delle modalità di concepimento del prodotto.

Questo ha permesso di identificare sin dall’inizio il prodotto “finale” atteso dai clienti riducendo, così, costi di successivi adeguamenti, perdite di quote di mercato o lo spostamento temporale della stessa.

Al contempo tale atteggiamento a gli occhi della clientela appare innovativo grazie al dualismo dell’attività core dell’impresa che si divide tra miglioramento delle prestazioni funzionali o di prodotto e la creazione di esperienze significative capaci di generare emozioni, partecipazione e coinvolgimento. 

La creazione in origine è certamente un atto solitario, ma l’oggetto della creazione appartiene a tutti, è un oggetto sociale. Essere creatore deriva da questa esigenza: ci si rende conto di avere una responsabilità nei confronti di tutti, e occorre assumersela completamente, malgrado i dubbi e le sofferenze.

Francesco Rosi

La capacità di innovare risiede più che mai nella componente umana, e la partnership tra produttori e utenti in questo processo è un fattore vincente in tutti i campi.

Le aziende oggi devono battersi per progetti più complessi, mercati al consumo collegati, concorrenza alle stelle e la tendenza al feedback immediato e costante dei clienti e nessuna ricerca di mercato, per quanto ben condotta, può sostituire l’interazione fra utente e fornitore.

Gli approcci tradizionali all’impresa non sono in grado di affrontare in modo adeguato il ritmo del cambiamento inarrestabile per questo la co-creazione non è una semplice opportunità organizzativa o una tattica per sopperire alla voglia di soluzioni personalizzate da parte dei clienti, ma un modo attraverso il quale imprese e consumatori lavorano congiuntamente in un processo di scoperta ed esplorazione del nuovo per vincere insieme sfide sempre più complesse.

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