La fiducia si guadagna goccia a goccia, ma si perde a litri. (Jean-Paul Sartre)
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Capitale intangibile e indispensabile condizione, il concetto di FIDUCIA ha da sempre acquisito notevole importanza per il consumatore negli anni.
Fluidificante degli scambi, recentemente è oggetto di riesame da parte di psicologi sociali sociologi, economisti, giuristi.
Questo denota un nuovo interesse per le interrelazioni tra regole comportamentali, regole sociali, regole gius- economiche in una società̀ complessa e in una fase di cambiamento di paradigmi socio-culturali qual è̀ l’attuale.
Nella letteratura economica, da Adam Smith (The Theory of Moral Sentiments – Glasgow, 1759) a John Stuart Mills da Kenneth Joseph Arrow premio nobel per l’economia nel 1972, insieme a John Hicks, con i contributi pionieristici alla teoria dell’equilibrio economico generale e alla teoria del benessere a Matt Ridley con il suo testo scientifico (The Origins of Virtue) da Charles W. Leadbeater fino ad arrivare ai primi tentativi di misurazione della fiducia nelle economie moderne attraverso il World Values Survery di un gruppo di economisti di Harvard è da secoli riconosciuto il suo valore economico ed è vista come mediatore chiave nelle relazioni con i clienti.
Costruire la fiducia, coinvolgere i clienti in un viaggio duraturo e basato sulla fiducia era ed è diventato sempre più importante in molti settori che da sempre sono incentrati sul cliente ed è il prodotto di quattro caratteristiche:
– affidabilità/credibilità: agire nell’interesse del consumatore;
– integrità: comportarsi onestamente nei confronti del consumatore;
– competenza/abilità: capacità dell’azienda di vendere i suoi prodotti e formulare interessi comuni ai clienti al fine di istituire relazioni di cooperazione. Quando si hanno obiettivi comuni e si coopera per realizzarli occorre tempo e fornire prove continue di collaborazione;
– centralità delle persone.
Le aziende dovrebbero lavorare sistematicamente sulle quattro caratteristiche per favorire la credibilità e l’affidabilità nel quotidiano dell’attività commerciale.
L’età sembra essere la migliore alleata in quattro cose: la legna vecchia è la migliore da ardere, il vino invecchiato è il migliore da bere, i vecchi amici sono i migliori di cui fidarsi e i vecchi autori sono i migliori da leggere. È il tempo a darci un motivo o meno per fidarci delle persone che conosciamo.
Fancis Bacon
La fiducia quindi è una forma vitale di capitale sociale come il denaro è una forma di capitale reale, una complessa necessità di fidarsi indispensabile collegata a diverse dimensioni che richiedono una gestione più intima dell’esperienza del cliente, del contenuto, dei livelli di personalizzazione, degli influencer più adatti a rappresentare valori e filosofia di un brand.
Virtualmente ogni transazione commerciale ha al suo interno un elemento di fiducia che implicitamente stimola la cooperazione e la condivisione del rischio, promuove l’innovazione e le risposte flessibili all’economia globale e man mano che il carattere dell’economia continua a spostarsi verso la produzione e il commercio di servizi, la fiducia diventa sempre più una componente importante e vitale negli scambi tra acquirenti e venditori.
Questa è una delle ragioni per cui i marchi aziendali diventano sempre più influenti e sono utilizzati dai clienti come scorciatoie per decidere se ci si può fidare o meno di un prodotto.
